Maroni, Camorra:"E' guerra civile"

"A Castelvolturno 118 ai domiciliari"

Nel Casertano "c'è una vera e propria guerra civile della camorra contro lo Stato". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, riferendo in Senato sulla situazione nel Casertano. Il ministro ha poi aggiunto:"E' significativo che l'arrestato per la strage di Castelvolturno sia accusato di strage con finalità di terrorismo. Quello è stato un atto di terrorismo. Solo a Castelvolturno 118 persone sono ai domiciliari, è un numero esagerato".

La strategia dei Casalesi punta a "stroncare i tentativi di opposizione all'affermazione del proprio potere criminale. Anche nei confronti della criminalità straniera che nel passato era sembrata poter coesistere pacificamente con i clan locali", ha spiegato Maroni. Il titolare del Viminale ha poi aggiunto che la serie di omicidi è dovuta alla volontà da parte dei Casalesi di evitare collaborazioni con la giustizia e dimostrare il loro predominio criminale nel'area.

"Dalla fine dello scorso anno - ha ricordato Maroni - il clan dei Casalesi ha subito contraccolpi sia per la scelta di alcuni componenti di collaborare, sia per il processo Spartacus che ha inflitto diverso ergastoli. Proprio la necessità di impedire le collaborazioni potrebbe essere il movente della serie di omicidi dei mesi scorsi di persone che avevano denunciato estorsioni dei clan".

"Dopo l'arresto di Domenico Bidognetti - ha proseguito il ministro - un gruppo di una decina di persone si è voluto ritagliare uno spazio senza dipendere dal vertice dei casalesi, con la volontà di esercitare il controllo su traffici di droga esercitati dagli immigrati africani". Secondo Maroni, la loro strategia "è quella di tentare di stroncare con azioni violente ed eclatanti i tentativi di opposizione al loro potere criminale".

Latte cinese, come difendersi

Cinque regole per non rischiare

Per l'Italia, i rischi di utilizzare prodotti che siano stati fatti con il latte alla melamina cinese sono decisamente bassi visto che nel nostro Paese (come il resto dei paesi europei) vige il divieto di importazione di latte e suoi derivati dalla Cina. Una serie di suggerimenti può però essere utile ai consumatori per evitare qualsiasi rischio. Il quotidiano "Il Giornale" ha ha stilato una sorta di piccola guida alle precauzioni da adottare.


OCCHIO AD ALCUNI PRODOTTI
Da martedìuna nuova certificazione accerta che merci cinesi non contengano latte e derivati. Sotto osservazione integratori alimentari, salse piccanti di soia, biscotti e dolci, alimenti dietetici, caramelle, cioccolato, zuppe e lieviti.


CONTROLLARE L'ETICHETTA
E' il primo passo per accertarsi della composizione e della provenienza dei prodotti. "Inutile guardare alla distribuzione, spiega alla nutrizionista Paola Reverso. Un prodotto distribuito in Italia potrebbe provenire da un altro Paese". Ma l'Italia "ha le leggi migliori del mondo in tema di prodotti alimentari".


COMPRARE IN NEGOZI FIDATI
A rischio sono gli esercizi commerciali etnici, alcuni dei quali potrebbero vendere prodotti di importazione illegale. Per questo è meglio acquistare nelle grandi catene o nei negozi di fiducia dove i controlli sono più serrati. Da oggi lo saranno di più anche per container, pacchi postali e bagagli personali dalla Cina.


PRIVILEGIARE L'ITALIANITA'
Per la nutrizionista Paola Reverso i prodotti italiani sono i più artigianali e quindi i più sicuri. Ma attenti alle fregature: su tutti i prodotti (tranne le uova e il pollo) non c'è l'obbligo di etichettare l'origine.


TORNARE AL FAI DA TE
E' il consiglio del nutrizionista Fabrizio Duranti:"Dal pane alla pasta è possibile preparare in casa i prodotti i cui micronutrienti sani sono molto più energetici".

WINDOWS MESSENGER: come rimuoverlo da Windows XP nel modo corretto

Ogni volta che apriamo Outlook Express o facciamo determinate operazioni legate alla rete, compare nel systray la famigerata iconcina di Windows Messenger (2 omini stilizzati sul verde/azzurro), la cui unica (in)utilità è quella di rallentare operazioni altrimenti velocissime. Basti pensare che il sopra citato Outlook Express si apre in 1" senza Messenger attivo, mentre con la palla al piede, di secondi, ne impiega diversi. Non so se il Service Pack 2 di Windows risolva il problema, ma per chi il problema ce l'ha e lo vuole eliminare subito, ecco 2 procedure diverse per disinstallare Windows Messenger, che portano allo stesso risultato (la 1ª è più semplice, ma in entrambi i casi potrebbe essere necessario riavviare il computer per completare la procedura):
1) Apri il menu Start, clicca su Esegui e trascrivi, o meglio, incolla
RunDll32 advpack.dll,LaunchINFSection %windir%\INF\msmsgs.inf,BLC.Remove
Premi Invio e dai l'OK se viene un messaggio di errore (causato dal Service Pack 1 di Windows), ma l'operazione va comunque a buon fine.
2) Dopo aver disabilitato in Outlook Express (Strumenti/Opzioni) la voce relativa all'accesso a Messenger, chiudi Outlook e chiudi Messenger se ci fosse ancora la sua icona nel systray. Ora apri il file \Windows\inf\sysoc.inf e dalla riga
msmsgs=msgrocm.dll,OcEntry,msmsgs.inf,hide,7
rimuovi hide lasciando entrambe le virgole. Ora nel Pannello di Controllo/Installazione Applicazioni vai in Installazione componenti di Windows, dove è comparso Windows Messenger in fondo alla lista dei programmi disinstallabili. A causa di un bug, può capitare che al termine di questa procedura Messenger non se ne sia andato. In tal caso bisogna riprovare a disinstallarlo senza fidarsi di quello che appare in Installazione componenti di Windows, nel senso che a volte quando lo mostra come disabilitato (casellina di selezione vuota) non lo disinstalla mentre riattivandolo, invece di installarlo, lo disinstalla.

Diagnosi sbagliata, crede di morire e spende tutto

I medici gli danno meno di un anno di vita. Decide di godersi il tempo che gli rimane e poi scopre di essere sano. Ma ora è pieno di debiti.
Quando i dottori gli hanno diagnosticato il cancro e meno di un anno di vita John Brandrick (foto a lato) ha prontamente deciso di spender nel miglior modo possibile quanto gli rimaneva da vivere: non solo il tempo ma anche i soldi. E così l’uomo di 62 anni si è licenziato dal lavoro, ha venduto la sua macchina, ha smesso di pagare il mutuo sulla casa e ha cominciato a spendere tutti i risparmi di una vita in costosi ristoranti e nella bella vita, che ha fatto per un anno. E proprio alla scadenza del tempo che gli era stato concesso si è reso conto di stare ancora bene, senza malesseri indicativi dell’arrivo della fase finale della malattia (metastasi), e così ha deciso di fare una serie test. I risultati sono stati totalmente inaspettati: nessun tumore. Quello che era sembrato - a seguito di una tac - un tumore al pancreas grande 5 centimetri in realtà si è rivelato un nulla di fatto, una semplice infiammazione. Bellissima notizia, ma una volta passata la contentezza iniziale John ha dovuto fare i conti con la realtà (economica): è totalmente sul lastrico, e ora dovrà vendere la casa per far fronte a tutti i debiti contratti nell’ultimo anno.

“A me e Sally (la compagna, ndr) ci piacevano i ristoranti, pagavamo 200 euro per un pranzo” ha dichiarato John, che non disdegnava di pagare il conto agli amici. “E’ stato come risorgere, ma questa nuova diagnosi mi ha lasciato sul lastrico”. Ora l’uomo e la sua compagna hanno messo in vendita la loro casa da 280 mila sterline, e vogliono chiedere all’ospedale i danni per l’errata diagnosi. Caro John, non c’è problema: basta scrivere un libro con la tua storia, magari partecipare a qualche show televisivo e vedrai che te la caverai: finchè c’è la salute.

Stop Caro-sms, Max 11 cent

Stop al caro-sms entro la prossima estate. E' la sfida del commissario Ue alla Tlc, Viviane Reding, che domani presenterà a Bruxelles un nuovo regolamento con cui si introduce un'eurotariffa roaming non solo per i messaggini telefonici inviati o ricevuti all'estero (non più di 11 centesimi), ma anche per mms e trasmissione dati via telefono o via internet.
L'obiettivo del commissario - che sull'abbattimento dei costi relativi al roaming ha fatto un suo cavallo di battaglia - è di fare approvare la proposta dal Consiglio Ue dei ministri per le Tlc il prossimo 27 novembre, per poi avere il via libera finale dal Parlamento europeo prima delle elezioni del giugno 2009. Se questa tabella di marcia sarà rispettata, le nuove tariffe per gli sms all'estero potrebbero entrare in vigore dal prossimo luglio. Importante sarà l'impulso che la presidenza francese di turno dell'Ue vorrà dare alla questione. Nel dettaglio - secondo le bozze circolate finora - la proposta Reding prevede un tetto massimo di 11 centesimi per ogni sms inviato o ricevuto all'estero, Iva esclusa, contro una tariffa media europea che attualmente si aggira sui 29 centesimi, circa dieci volte di più che su una rete nazionale. Attualmente per un sms all'estero si va dai 6 centesimi dell'Estonia ai 60 centesimi del Belgio.

Sul fronte della trasmissione dati attraverso il telefonino, la proposta prevedrebbe un tetto massimo di un euro a megabyte, contro gli attuali 2 euro, per navigare su internet, scaricare dati o inviare e-mail. Dentro il regolamento dovrebbe esserci anche il prolungamento dei tetti fissati lo scorso anno ai costi del roaming per le chiamate all'estero. Secondo gli ultimi dati della Commissione Ue, nel 2007 gli europei hanno speso 800 milioni di euro per inviare sms in roaming e 560 milioni per la trasmissione di dati attraverso la telefonia mobile.

Cern: slitta a primavera l'appuntamento col Big Bang

Rinviato di mesi, probabilmente per la prossima primavera, l'appuntamento storico con le prime collisioni di protoni all'interno del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, dopo il guasto diagnosticato nei giorni scorsi. Date precise ancora non sono uscite dalle riunioni che si susseguono in queste ore nella sede del Centro europeo per le ricerche nucleari. "Stiamo verificando l'entità dei danni", ha detto il direttore del laboratorio magneti superconduttori del Cern, Lucio Rossi. Quello che è certo è che è necessario un mese solo alzare la temperatura bassissima (271 gradi sotto zero) alla quale funziona l'acceleratore: una gradualità indispensabile per evitare il rischio di rotture meccaniche di bobine e magneti.

Un altro mese servirà per tornare alla bassissima temperatura indispensabile al funzionamento della macchina. A questi due mesi vanno poi aggiunti i tempi tecnici per riparare i danni. Si arriverà così a fine anno. Dall'inizio del 2009 era programmato da tempo un lungo periodo di fermo (uno o due mesi) per la manutenzione della macchina. Sarà il direttore generale del Cern, Robert Aymar, a decidere se confermare o meno lo stop per la manutenzione.

Al momento, comunque, il ripristino dell'attività dell'Lhc dovrebbe slittare ai primi mesi del prossimo anno. In forse anche la data del 21 ottobre, programmata da mesi per la cerimonia di inaugurazione dell'acceleratore. "E' un ritardo che dispiace, ma sono questi i tempi tecnici necessari per risolvere il problema", ha detto il fisico Sergio Bertolucci, membro della giunta esecutiva dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che dal prossimo primo gennaio sarà in carica come direttore di ricerca del Cern. Oggi nel tunnel circolare lungo 27 chilometri dell'Lhc i tecnici stanno esaminando le condizioni di sicurezza. Al momento non sembrano esserci stati danni ai grandi magneti necessari agli esperimenti. Il danno è stato di natura elettrica: si è rotta una delle giunzioni che alimentano elettricamente i magneti e la scarica generata provocato un problema meccanico, con la rottura di una delle condutture in cui scorre l'elio liquido necessario a mantenere bassa la temperatura per consentire il funzionamento dei magneti superconduttori.

Scie chimiche e Sindrome di Quirra + Video

Di recente Pierpaolo Saba, coordinatore dell'U.S.A.C. Sardegna, ha fornito del prezioso materiale relativo alle scie chimiche ed alla sindrome di Quirra in Sardegna. E' questa la dicitura con cui sono raggruppate gravi patologie (tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin) diffuse nel Sarrabus, "sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari. Sorge qui la più grande base N.A.T.O. del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. E' una presenza oscura, lì da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra".


Almeno sin dal 1977, in quest'area, comprendente i comuni di Villaputzu, con la tristemente nota frazione di Quirra, e di Perdasdefogu, sono numerose le morti per malattie tumorali e le nascite di bimbi con malformazioni orribili.
Quasi tutte le vittime operavano all'interno del poligono di tiro per un’azienda, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o abitavano nelle campagne circostanti. Le persone colpite, per lo più soldati e pastori, appartengono a tutte le fasce tutte le età. Le analisi ed i prelievi del terreno hanno rilevato la presenza di uranio impoverito, di cesio 136 e tungsteno.

In questi ultimi tempi, è stato accertato che le patologie riscontrate, sono collegabili non alla radioattività degli elementi chimici sopra citati, ma alle nanoparticelle che, non trovando, a causa delle loro ridottissime dimensioni, idonee barriere nell'organismo, penetrano nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole linfatiche con effetti devastanti.


Tumori da nanoparticelle di metallo

La sindrome di Quirra è un'atroce dimostrazione di quanto sia immondo l'apparato militare ipocritamente definito "difesa", laddove è strumento di aggressioni, di carneficine e di morte. Eppure questa realtà può solo allungare la già nutrita lista di orrori del nostro pianeta, devastato da generali pazzi e sanguinari, dai folli progetti di dominio del Dottor Stranamore.

La sindrome di Quirra, negata o ignorata o ridimensionata dalle autorità, attribuita dai militari a non meglio precisate tare genetiche, dovrebbe convincere il più strenuo difensore delle istituzioni, il più scalmanato ammiratore delle divise, almeno a tacere o a cambiare discorso. Si trova sempre un avvocato del diavolo, ma qui forse non è così facile. Eppure dove fallisce la malafede di chi celebra i benefici del nucleare, delle emissioni degli inceneritori, degli organismi geneticamente modificati, dei farmaci "anti-tumorali" (è arcinoto che sono dei vari toccasana), riesce l'indottrinamento.


Infatti, tra le vittime dell'uranio impoverito, del tungsteno e del cesio 136, è stato interpellato un soldato che, pur affetto da una sindrome mortale, con incredibile cecità, decanta di fatto i "valori" della "patria", magnifica l’espletamento del servizio. Egli, con intima persuasione pari solo al totale annebbiamento della sua coscienza ottenuto con anni di programmazione e di condizionamento mentale, afferma che è necessario sperimentare i sistemi d'arma, usare proiettili veri e le altre munizioni, per addestrare, in modo efficace, i soldati a combattere sul campo i "nemici". La "patria" va difesa: i nemici vanno neutralizzati. La vittima si identifica in toto con il carnefice e lo ama di un amore infinito, assoluto. Il sottufficiale snocciola, quasi infervorandosi, i luoghi comuni della propaganda bellicista, come fosse un demone che parla attrraverso un posseduto. Sconvolgente!

Questa distorsione della verità, di fronte alla quale il rovesciamento prospettato da Orwell in 1984, sembra quasi ingenuo, è espressa da un alienato che stupra la lingua in modo vergognoso, seppur del tutto inconsapevole. Già: questo stupro è forse più grave delle innominabili nefandezze perpetrate dai militari. Il “dovere" è il carcere mentale che il prigioniero, con le sue stesse mani, ha costruito. I nemici semplicemente non esistono, se non nei deliri di un allucinato. I veri nemici sono quelli che trovano sempre la carne da cannone, carne precedentemente ammollata. Il dovere è autoflagellazione e si potrebbe definire masochismo, se qui in gioco non fosse soltanto una mostruosa tara psichica, ma soprattutto l'inversione satanica del linguaggio, un'inversione antica come il mondo, ma oggi trionfante con il suo nero vessillo.

Dulce et decorum est pro patria mori: è dolce ed onorevole morire per la patria. Questo sventurato, come molti altri, muore contento per Satana e lo venera come fosse Dio.

Firma la petizione contro le scie chimiche

Come aprono i giornali: e` gia` sfida Inter-Juve

Una poltrona per due: Inter e Juventus guidano la classifica di serie A con 7 punti. La sfida scudetto e` gia` partita. Dietro il Milan segna quattro gol alla Lazio e scaccia la crisi; bene anche la Fiorentina, che esalta la buona vena realizzativa di Gilardino.


La Gazzetta dello Sport
Una poltrona per due
Inter e Juve al comando: e` partita la sfida scudetto

Il Milan e` tornato
Seedorf apre la festa, bolide di Zambrotta. La Lazio (4-1) al tappeto. E Ancelotti respira


Gilardino-gol accende l`entusiasmo di Firenze. Palermo decolla

Tuttosport
Amore Amauri
A Cagliari un altro gol da tre punti. E la Juve e` gia` in testa


E` un`Inter d`acciaio. Toro, che rimpianti


Milan, quattro calci alla Lazio e alla crisi

Il Corriere dello Sport/Stadio
Riecco Inter-Juve!
Le due grandi rivali si ritrovano da sole in testa alla classifica: non succedeva da cinque anni


Milan, quattro gol alla crisi


Palermo vola, Napoli di ferro 

Cern, due mesi di stop a Ginevra

Guasto al super acceleratore

Il Cern di Ginevra ha annunciato che il super acceleratore di particelle Large Hadron Collider (Lhc) avviato il 10 settembre verrà fermato per almeno due mesi. Lo stop è dovuto a un incidente avvenuto venerdì in un settore. Gli esami preliminari hanno indicato che molto probabilmente la causa del problema è elettrica e riguarda la connessione fra due magneti.

Il super acceleratore aveva registrato all'inizio della settimana un problema a due trasformatori ed era stato fermato brevemente per poi essere riavviato. Venerdì, però, un problema elettrico fra due magneti e una fuoriuscita di elio dal sistema di raffreddamento ha portato a un aumento di temperatura (quella d'esercizio è di 271°C sotto lo zero)che ha fatto scattare il blocco del sistema.

"Le rigorose procedure di sicurezza in vigore al cerne - ha fatto sapere lo stesso Istituto - hanno funzionato perfettamente e non c'è mai stato alcune pericolo per le persone''.

L'Lhc è l'acceleratore di particelle più grande e più potente del mondo: nella galleria sotterranea circolare di 27 km di circonferenza, i fisici intendono far scontrare due fasci di particelle a oltre il 99,9% della velocità della luce per creare una pioggia di nuove particelle, da analizzare e studiare per tentare di scoprire i segreti del Big Bang.

Potenza ribattezzata "Cantieropoli"?

Potenza, capoluogo della Basilicata, dovrebbe apparire come una città fantastica, piena di luce e speranze, è il suo stesso nome ad evocare quest’immagine; non dimentichiamo infatti che Potenza è il capoluogo regionale della Leukania, della Terra della Luce ma, ultimamente, di luce in questa terra se ne vede davvero poca. È stato approvato da poco il nuovo Regolamento Urbanistico, i “grandi” della politica lo definiscono il mezzo che donerà splendore a questa ridente città che per troppo tempo è rimasta ferma su se stessa. Uno strumento con cui il sindaco e la sua amministrazione credono di rimettere in sesto la città, donando aria alle sue contrade e alle sue strade e restituendo la democrazia alla cittadinanza. Eppure nessuno ci crede. Possono darci tutte le rassicurazioni possibili ed immaginabili, possono prometterci parchi verdi a iosa, opere fantastiche, ma noi veri potentini non ci crediamo. Quel che appare evidente facendosi un giro per la città è che questa non ci appartiene. Altro che partecipazione democratica. Questa è una città costruita per i politici e dai politici. Qualcuno, affettuosamente forse, ha ribattezzato Potenza con il nome “Cantieropoli” perché di cantieri aperti in giro ce ne sono tanti, forse un po’ troppi. Il nodo complesso del Gallitello, Serpentone, la piazza a Poggio tre Galli, Sant’Anna e chi più ne ha, più ne metta. A leggere la stampa locale ogni giorno esce fuori un’apertura di un nuovo cantiere e per di più ogni giorno vediamo crescere con naturalezza aberrante lo strato di cemento che ci circonda. Questa è la città che vogliono offrirci, davvero la vogliamo?

L'approvazione del Regolamento Urbanistico nella città di Potenza deve far meditare sugli errori del passato, dove il cemento ha sommerso ogni cosa.....

La musica ad alto volume alza il gomito

Chissà se lo sapevano i gestori dei locali pubblici come discoteche, Disco bar, Pub e Night club che anche il volume della musica, influisce in modo proporzionale sul consumo di alcool?
Il loro sacrificio di lavorare molte ore al giorno con musica sparata così forte da diventare rumore avrebbe almeno un senso. Probabilmente lo avevano capito, almeno a livello intuitivo, basandosi sulla loro esperienza.

Ora però a dar credito a quella che poteva sembrare solo una sensazioni c'è anche la conferma scientifica: più alto è il volume della musica nel locale più alto è il consumo di alcool.

Lo ha dimostrato una ricerca condotta in Francia i cui risultati, già anticipati dagli autori dello studio, verranno pubblicato sul numero di ottobre della rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research.
"Precedenti ricerche avevano già dimostrato che in media si tende a bere di più in posti in cui vi è molto rumore o musica ad alto volume che in luoghi silenziosi. Noi abbiamo voluto disegnare uno studio che fosse basato su prove di efficacia per verificare che questa intuizione fosse corretta e, soprattutto, per cercare di comprendere a cose fosse dovuta la scelta di bere di più", ha dichiarato Nichols Guégen, uno degli autori dello studio.

I ricercatori sono quindi andati direttamente "sul campo" conducendo lo studio in alcuni bar francesi dove, in accordo con i gestori, hanno modificato il volume della musica e scelto delle sonorità che superassero gli 88 decibel osservando poi se e come cambiava il consumo di alcolici in relazione al volume della musica. Hanno così potuto verificare che la musica ad alto volume ha un effetto benefico sulle tasche dei gestori ma non sulla salute dei clienti. A quanto pare i gestori avevano visto giusto ... si vede proprio che l'ansia da guadagno aguzza l'ingegno!

Comunque sia e ammesso che gli interessi sapere il perché i ricercatori lo hanno pure capito. "La musica elevata impedisce alle persone di parlare tra loro, a tutto vantaggio del boccale di birra o del bicchiere di vino che viene svuotato con più facilità. In pratica il volume troppo elevato ha un impatto negativo sulla socialità; è pacifico, per esempio, che in discoteca sia veramente difficile scambiare due parole con il vicino" hanno spiegato i ricercatori.

A questo punto mi rimane un piccolo dubbio, anche se ho paura di intuire la risposta: e le droghe? Se è vero che le droghe trangugiate a iosa insieme all'alcol proprio in questi locali, si assumono, come dicono molti ragazzi per sentirsi più a proprio agio con gli altri e socializzare, non sarà che il volume della musica, riducendo la possibilità di interagire con gli altri, finisce per incrementare il bisogno di consumare anche tali sostanze?

In attesa di ulteriori ricerche che confermino o smentiscano il mio sospetto, vi aggiungo che i ricercatori hanno fatto notare però come "la musica avrebbe anche il potere di "risvegliare" il cervello: un buon ascolto serve infatti per ricaricare i neuroni e questo stato di maggiore prontezza e di minore stanchezza aumenta la capacità di percezione del mondo. Quindi la musica fa bene a patto che venga ascoltata ad un volume corretto e non annichilente".

Che sia un suggerimento velato per i ragazzi, della serie "procuratevi degli "ammortizzatori" del suono in modo che la musica rimanga ad un livello tale per cui possiate capire quanto state bevendo e quanto vi stanno fregando le uniche persone da cui dovreste davvero guardarvi"?

Beh! Anche se non era loro intenzione ormai ve l'ho detto. Ragazzi aguzzate anche voi l'ingegno davanti a chi si sta approfittando della vostra ingenuità. E alla luce dell'ennesima giovane vita spezzata da una delle tante droghe acquistata con una colletta ad un rave party, mi pare pure ora che vi svegliate!

Fonte: Research Society on Alcholism

Cern, tutte le bufale sul test

Leggende metropolitane in tempo reale

L'esperimento condotto con successo dal Cern di Ginevra ha tenuto con il fiato sospeso milioni di persone. Per alcuni esperti, il test sull'accelerazione di particelle avrebbe creato un buco nero che avrebbe finito per ingoiare la terra intera. E in molti ci hanno creduto. Dopo questa prima affermazione, la Rete ha iniziato a scatenarsi sulle ipotetiche "conseguenze" della prova. In tempo reale tutte le "teorie" catastrofiche e ironiche.

Paris Hilton e l'esperimento sui cervelli
L'onore di premere il bottone rosso - creato appositamente per lei - è stato concesso a Paris Hilton. La bella ereditiera, con un quoziente intellettivo superiore al milione, ha voluto testare di persona su di sè la sua teoria sulla collisione tra un cervello e il nulla atomico per vedere chi ne esce vittorioso.

Il test ha provocato quattro terremoti
Quattro terremoti verificatisi nello stesso giorno in Cile, Iran, Indonesia e Giappone sarebbero stati provocati dalla forza dirompente dell'esperimento del Cern. Allo stesso modo, l'acceleratore di particelle avrebbe aumentato la potenza dell'uragano Ike, passato improvvisamente a categoria 4. Ma gli scienziati di Ginevra smentiscono categoricamente.

Test sulla resistenza dei condom per pornoattori
Il Lhc in realtà servirà a testare la resistenza e le proprietà dei nuovi materiali dei condom in uso da parte dei più celebri pornoattori di tutto il mondo. L'esperimento si svolge in questi termini: le stelle del porno cominceranno a correre l'uno verso l'altro da due lati opposti di una rotaia. Un sistema di rilevazioni, composto da diverse migliaia di webcam, catturerà da diverse angolature il momento della collisione e della frammentazione dei condom con la fuoriuscita di milioni di piccole particelle di "schiuma quantistica" nell'apparecchio. Mettendo insieme queste collisioni, gli scienziati sperano di trovare nuovissime informazioni sulla natura della rottura e sui meccanismi del condom. Al termine di ogni giornata di test, i soggetti e i loro partner reciteranno insieme in una "Big Bang" che sarà ovviamente filmata per raccogliere finanziamenti per esperimenti futuri.

Scommesa persa per colpa del Cern
Un uomo ha scommesso 500mila dollari confidando nella fine del mondo a causa dell'esperimento del Cern. "E' andato bene? Cavolo, pensavo di diventare ricco prima che la Terra venisse risucchiata in un enorme buco nero. Avevo il 50% di possibilità di farcela, stavolta. Cavolo...".

Nuove favole da inventare
"Sono molto dispiaciuto", dice un giovane. "Con la fine del mondo avrei avuto qualcosa da raccontare ai miei nipoti, come ad esempio la fiaba de 'Il giorno che la Terra e l'uomo sparirono per sempre'. Adesso cosa potrò mai inventare per farli addormentare?".

L'Apocalisse è una bufala
Anche il Vaticano fa sapere la sua in proposito. La fine del mondo non è arrivata grazie all'esperimento a Ginevra? "Questo significa che le Sacre scritture si sbagliavano. Che vergogna...", fa sapere un sedicente porporato che vuole rimanere anonimo.

LHC, Large Hollywood collider
Ipotizzando di sostituire alla parola "Hadron" della sigla LHC (Large Hadron Collider) il termine "Hollywood", sono stati fatti collidere ad altissimva volocità due campioni del cinema a stelle e strisce, Brad Pitt e Arnold Schwarzenegger. Molto deluso dall'esperimento, Steven Hawking ha detto: "Non era quello che volevamo. Stavamo cercando la creazione dell'universo, non la morte di un Mr Universo. Serviranno molti giorni per ripulire lo spazio dalle frattaglie quasi atomizzate".

Il prossimo test sarà un buco nero-azzurro
Mourinho è avvertito: in giro per l'Europa si aggira minacciosa la figura di Bosone Higgs, che dopo aver portato il Cern alla vittoria planetaria è pronto per nuove sfide. Pare che Massimo Moratti sia disposto a fare una pazzia pur di avere in panchina Mister Higgs e tentare di vincere la Champions League. Poi, si mormora dalla Pinetina, sarebbe anche pronto per la fine del mondo.

Hawking prepara il suo test alternativo
Il fisico Stephen Hawking ha scommesso sul fallimento dell'esperimento al Cern di Ginevra. "Non scopriranno la particella di Dio", aveva detto qualche ora prima dell'accensione dell'Lhc. "Nel giardino di casa mia ho un rivoluzionario strumento dal costo di soli 200 euro e costruito con un tubo di un metro di lunghezza - ha detto lo scienziato -. Proverò a far scontrare ben due buchi neri e dimostrare quello che a Ginevra non riusciranno mai a spiegare". La sua teoria nasce dall'acuta osservazione di un fenomeno già esistente in natura. "Basta guardare gli eschimesi pescare sul ghiaccio. Lo dicono anche loro: due buchi sono meglio di uno!".

Le verità nascoste sull'esperimento
Non tutti i test effettuati dal Cern, prima di accendere l'Lhc, sono andati a buon fine. Lo rivela uno scienziato, che ha deciso di rompere il muro di omertà imposto dal governo elvetico. Solo qualche mese fa, durante una prova al 10% della potenza del macchinario, un piccolo paese nei dintorni di Ginevra è sparito inghiottito da un piccolo buco nero. Greten, villaggio di 200 anime, è già stato cancellato dalle cartine nel silenzio più totale. "Io non ho più una casa dove vivere, non ho più i vicini con cui litigare - denuncia il fisico -. E' la mia vita che è diventata un vero e proprio buco nero".

Il mondo finirà all'ora dell'aperitivo
Con la classica puntualità svizzera, al suono di oltre mille orologi a cucù, è partito in perfetto orario l'esperimento al Cern di Ginevra. Ma tra lo stupore della comunità mondiale si è scoperto che la vera ragione del test non è scoprire il Bosone di Higgs, ma la formula perfetta per preparare il Negroni. Discutendo se fosse il caso di aggiungere al classico Americano il gin o dello spumante brut, i fisici hanno perso il controllo dei macchinari e si è così originato un gigantesco buco nero che risucchierà la Terra proprio mentre a New York si consumerà il rito dell'happy hour serale.

La bufala di Teresa Fidalgo e il regista portoghese

Dopo la diffusione di un misterioso documento su Youtube, se ne face un gran parlare sui forum di mezzo mondo. Ci si impegnò comunitariamente per tirare fuori le ipotesi più fantasiose ed azzardate. Si trattava di un video che racconta la vicenda di tre amici (Tiago, Tania e David): percorrendo in automobile l’itinerario verso Sintra (Portogallo), in una strada buia, dopo un lungo tratto di percorso, intravedono una sagoma, visibile nel documento. Si tratta di una ragazza che chiede un passaggio.

In seguito a una relativamente lunga attesa, il personaggio adesso sull’auto racconta la propria storia: questo è il dialogo:

David: Ciao.

Teresa: Posso avere un passaggio?

David: Per dove?

Teresa: Là, avanti.

David: Ok, sali. Tiago è la tua macchina… A te sta bene?

Tiago: Stai andando a Sintra?

Teresa: Sto andando là, avanti.

David: Ok. Cosa stai facendo qui così tardi?

Tiago: La telecamera può darle noia David, spegnila.

David: È meglio spegnerla questa…

Tiago: Ma è successo qualcosa, come ti chiami? Noi non conosciamo il tuo nome.

Teresa: Teresa.

Tiago: È accaduto qualcosa laggiù? David, hai quella […] ancora accesa? Spegnila.

Tania: Hei, David! [rivolgendosi a Teresa] Sei sicura di stare bene? Vuoi qualcosa da bere? Noi abbiamo dell’acqua… Vuoi bere qualcosa da bere?

Teresa: Sto cercando di capire cosa è successo!

David: Dicci cosa è accaduto.

Teresa: Puoi vedere quel punto là?

David: Sì.


Teresa: Vedi quel punto là? Là è dove ho avuto un incidente… e sono morta.

Secondo il racconto del video, queste sarebbero le ultime parole dei ragazzi. Tiago e Tania sarebbero morti nell’incidente; David, il sopravvissuto, non avrebbe mai raccontato cosa accadde realmente quella sera. La polizia, secondo i racconti ricostruibili sui vari forum del web, avrebbe poi scoperto che nel 1983, nello stesso punto indicato nel documento, perse la vita una ragazza di nome Teresa Fidalgo.

Gli esperti hanno riscontrato che:
  • La storia non è presente in nessun network di informazione Portoghese.
  • L'insistenza del ragazzo con la telecamera è indubbiamente finta, continua a filmare per tutto il tempo anche dopo aver appreso lo strano comportamento della ragazza e specialmente dopo le sue ultime parole...

Infine...vi dico che:
Il filmato è stato creato da tre studenti universitari di cinema americano (regista David Rebordão), i quali hanno messo il video su internet per "testarne" la credibilità.
Il filmato sotto il parere di molti resta veramente inquietante.

Nota conclusiva
Il filmato venne realizzato dal regista portoghese David Rebordão: si trattava di purissima finzione. La notorietà della sua opera, grazie alla trovata della divulgazione anonima via internet, e alle dicerie che gli utenti si impegnavano a tirare fuori su ogni tipo di forum, ebbe una portata sconvolgente.

Le star si danno una (s)truccatina

Scopri le celebrità al naturale

Bando al trucco! Lontano dai riflettori, le dive di Hollywood hanno una sorta di "allergia da make up". Pizzicate a spasso o in momenti di relax, infatti, sfoggiano look sobri, forse per non attirare troppo l'attenzione dei paparazzi, che, però, ci prendono gusto nel beccarle senza trucco. Da Celine Dion a Jennifer Aniston, passando per Katherine Heigl e Gwyneth Paltrow, fino a Jennifer Garner, guardale in versione nature!

A volte il confronto è davvero impietoso, in altri casi la differenza è appena percettibile. Non tutte le star, insomma, sfigurano una volta tolto il make up.

Di certo perde molto fascino Celine Dion: dopo una seduta dal make-up artist, la cantante guadagna molti punti in termini di sex appeal. Senza fondotinta e correttore, invece, il risultato non è altrettanto apprezzabile, nonostante gli occhialoni neri tentino di coprire occhiaie e piccole rughe. E' sempre graziosa Jennifer Aniston che, a parte il viso crucciato, senza l'ausilio del trucco è comunque deliziosa.

Certo è che mascara, rossetto e phard danno una mano, ma comunque non rischia la bocciatura. In bilico Katherine Heigl: la bionda Izzie di Grey's Anatomy fa del make up uno dei suoi punti forti, per definire i tratti ed evidenziare lo sguardo. In versione "casalinga disperata", l'effetto è decisamente diverso. E che dire di Jennifer Garner? Di solito la maternità (regalerà un altro bebè a Ben Affleck) rende raggianti le future mamme. Lei invece è evidentemente affaticata, smagrita e stressata.

Viso scavato e capelli arruffati, la bella attrice non passa l'esame. Ed è in buona compagnia: anche Gwyneth Paltrow, infatti, lontano dai riflettori e senza aiutino, ha ben poco della femme fatale: gonfia, pallida e con le borse sotto gli occhi, a spasso con la figlia si confonde tranquillamente con le altre mamme non vip. Che sia il caso di darsi un'incipriatina al naso?

Pochi sanno che...

Normalmente, ogni persona ride 15 volte al giorno.

La Coca-Cola, originariamente, era verde.

La prima coppia mostrata a letto insieme in TV fu Fred e Wilma Flintstone.

Negli Stati Uniti ogni giorno vengono stampati più soldi per il gioco del Monopoli che per la Tesoreria.

L'altezza della piramide di Cheope è pari esattamente a un milionesimo della distanza che separa la terra dal sole.

La parola "cimitero" deriva dal greco "koimetirion" che significa "luogo per dormire".

Nei conventi, durante la lettura delle Sacre Scritture, quando ci si referiva a San Giuseppe si diceva "Pater Putatibus", abbreviato in P.P.. Ecco perché il più comune minutivo di Giuseppe è Peppe o Peppino.

Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c'erano state perdite, si scriveva "0 killed", da cui l'espressione OK nel senso di "tutto bene".

Lo Stato con la più alta percentuale di persone che vanno al lavoro a piedi è l'Alaska.

In Africa la percentuale di persone che vivono in solitudine è il 28%. In Nord America è il 38%.

Le persone intelligenti hanno più zinco e rame nei capelli.

I genitori più giovani di tutti i tempi, età 8 e 9 anni, vissero in Cina nel 1910.

Il Papa più giovane di tutti i tempi aveva solo 11 anni.

Il primo libro scritto con la macchina da scrivere fu "Tom Sawyer".

Ciascun Re delle carte da gioco rappresenta un grande Re della storia:
- Picche: Davide
- Cuori: Carlo Magno
- Fiori: Alessandro il Grande
- Denari: Giulio Cesare

111.111.111 x 111.111.111 = 12.345.678.987.654.321

Le potenze di 10 sono le più facili ... e hanno nomi noti (ma certi... non molto noti):
101 = dieci; 102 = cento; 103 = mille; 106 = milione; 109 = miliardo; 1012 = trilione;
1015 = quadrilione; 1033 = decilione; 10100 = googol.

Se una statua rappresenta una persona su un cavallo che ha entrambe le zampe anteriori sollevate, significa che la persona in questione è morta in guerra. Se il cavallo ha solo una zampa anteriore sollevata, la persona è morta a seguito di una ferita riportata in guerra. Se il cavallo ha tutte le quattro zampe a terra, la persona è morta per cause naturali.

I giubbotti antiproiettili, le uscite antincendio, i tergicristallo e le stampanti laser hanno una cosa in comune: sono stati tutti inventati da donne.

E' impossibile starnutire con gli occhi aperti (... ci state provando?!)

L'unico alimento che non si deteriora è il miele.

Il "Quac, Quac" delle oche non dà eco (non si sa perché).

Lo scarafaggio può vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché ...muore di fame.

Un coccodrillo non può tirare fuori la lingua.

Il cuore di un gamberetto è nella testa.

La formica può sollevare pesi pari a 50 volte quello del suo corpo, e spingere oggetti 30 volte più pesanti di lei e cade sempre sul fianco destro quando è inebriata.

Una pulce può saltare una distanza pari a 350 volte la lunghezza del suo corpo.

L'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi.

Come le impronte digitali, l'impronta della lingua è diversa per ogni uomo.

Nel Vangelo di San Matteo si legge "E' più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli". In realtà San Gerolamo, che tradusse dal greco al latino il testo, interpretò la parola "kamelos" come "cammello", mentre l'esatto significato è "grossa fune utilizzata per l'attracco delle navi". Il senso della frase resta sostanzialmente lo stesso, ma acquista molta più coerenza. A parte ciò, si spiega perché gli scaricatori del porto di Genova si chiamano "CAMALLI".

Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio rettilineo ogni 5. Questi rettilinei possono essere utili come piste di atterraggio in casi di emergenza o in guerra.

Il nome "Jeep" deriva dall'abbreviazione, in uso nell'esercito americano, dell'espressione "General Purpose", ovvero "GP".

Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, c'era l'usanza per cui, per un intero mese dopo il matrimonio, il padre della sposa forniva al genero tutto l'idromele che egli riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele ed essendo a quei tempi il calendario basato sulle fasi lunari, quel periodo fu denominato mese di miele o "luna di miele".

Nell'antica Inghilterra non si poteva fare sesso senza l'autorizzazione del Re (erano esclusi i membri - notare il termine molto opportuno - della casa reale). Quando si desiderava avere un bambino si doveva chiedere il consenso del Re che consegnava agli interessati un cartellone da affiggere alla porta di casa durante la pratica del sesso. Sul cartellone era scritto: "F.U.C.K." (Fornication Under Consent of the King).

In Scozia, quando inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono "Gentlemen Only Ladies Forbidden" da cui, più semplicemente, G.O.L.F.

Talete (640-546 a.C.), noto come uno dei sette saggi dell'antica Grecia, era chiamato "il padre del ragionamento deduttivo".Introdusse in Grecia lo studio della Geometria. Fu matematico, filosofo e astronomo. Predisse esattamente l'eclisse solare del 585 s.C. e stupì gli egiziani calcolando l'altezza della Grande Piramide basandosi sulle ombre e sui triangoli simili.

Il bambino che visse due volte

Cameron parlava sempre della «famiglia di prima». La mamma ha ritrovato i luoghi che descriveva

All’asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare; a sua madre chiedeva che fine avesse fatto il cane maculato e la macchina nera. Eppure Cameron Macaulay, classe 2001, vive a Clydebank, vicino a Glasgow, dalla finestra della sua stanza vede i tetti di mattoni rossi e, soprattutto, nessun cane maculato è mai circolato per casa, tanto meno una macchina nera è mai stata parcheggiata in garage.

Lontani chilometri dalla terra dell’Induismo e del Buddhismo, la vicenda dello scozzese reincarnato, è già diventata un documentario per la Tv ed è destinata a restare negli annali delle reincarnazioni post-moderne. D’altronde, se lo stesso Osel ora vive a Ibiza e per il compleanno ha chiesto una moto nuova, il Dalai Lama in persona ha spiazzato il mondo l’estate scorsa proponendo di cercare il successore tra la comunità monastica in esilio.

Altro che tra i reincarnati. Ritornando in Scozia, la storia di Cameron, il bambino con il caschetto biondo e gli occhi azzurri inizia nel 2003. «Aveva tre anni - spiega la madre, Norma - quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra, un’isola a 300 chilometri di distanza». E non era che l’inizio. «Parlava dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta». Norma ha i capelli rossi, non è religiosa, è una mamma single, e può contare solo su Martin, il fratello maggiore di un anno di Cameron.

Il tempo passa, il bambino cresce e la sua fantasia si colora di dettagli. «Non devi temere la morte - diceva alla madre - perché si ritorna: mi chiamavo Cameron anche prima». Dopo la filosofia si dedica alla rassegna della vita quotidiana. «Iniziò a lamentarsi perché nell’altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno». E poi perché «nell’altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera dietro casa e perché con l’altra famiglia viaggiava molto, mentre noi non siamo mai usciti dalla Scozia». La mamma, i parenti e le maestre resistono fino al sesto compleanno, quando Cameron inizia a piangere perché, diceva, «gli mancava la sua famiglia di Barra». E, soprattutto, quando Norma scopre che una casa di produzione cinematografica è alla ricerca di storie di reincarnati. a che vedere con il misticismo di Osel Hita Torres, il bambino spagnolo ritenuto la reincarnazione di un Lama, che fu accompagnato dal padre tra i monaci buddhisti tibetani nelle montagne del Buthan, e che ispirò il «Piccolo

È lì che la mamma 42enne decide di fare le valige e di portarlo a Cockleshell Bay, nell’Isola di Barra. Con al seguito una telecamera e Jim Tucker, il direttore della clinica di psichiatria infantile alla Virginia University, esperto in reincarnazioni. «Dopo qualche giro abbiamo trovato la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni». A quel punto anche lo psicologo ha avuto un sobbalzo. «Nel 70% dei casi - spiega Tucker - i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non naturali, incidenti o episodi traumatici». Occasioni in cui, secondo l’esperto, memoria ed emozioni sopravvivono. «La morte improvvisa del padre è stato un trauma per Cameron - commenta Tucker -. E questo suggerisce che la sua coscienza non è un prodotto del cervello, ma piuttosto un’entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte del corpo».

Scetticismo a parte, l’effetto sorpresa nel documentario è stato garantito. «Cameron era raggiante - racconta la madre -. Trovò l’entrata segreta della casa che tante volte aveva disegnato e mi disse quanto fosse ansioso di presentarmi alla sua famiglia». Membri di cui, però, non si trova traccia. La casa era abbandonata e all’anagrafe non è stato trovato nessun Shane Robertson. Si è risaliti a un certo Robertson, vissuto nella casa bianca tempo addietro e poi trasferitosi a Stirling. «Cameron guardò le foto di famiglia e riconobbe il cane maculato e la grande macchina nera di cui tanto aveva parlato». Certo non si è messo a parlare in perfetto dialetto Danzhou come fece nel 1979 Tang Jiangshan, bambino cinese della provincia di Hainan, che a soli 3 anni disse alla madre di chiamarsi Chen Mingdao, di essere figlio di Sandie, di abitare a 160 chilometri di distanza e di essere stato ucciso durante la Rivoluzione Culturale Cinese da un colpo di pistola. Compiuti i 6 anni i genitori lo portarono nel villaggio dei racconti e senza batter ciglio, Tang entrò nella casa del padre, riconobbe le sorelle, la fidanzata e iniziò a conversare come se fosse sempre vissuto lì.

Cameron si è accontentato di aver visto la casa sul mare con un’entrata segreta e alcune foto di un cane maculato e di una macchina nera. Risolto il mistero, si è rilassato ed è tornato a Clydebank insieme alle telecamere della troupe. Lo psicologo, invece, è volato alla clinica in Virginia con una storia in più da analizzare: «Da quando abbiamo aperto il sito - dice - sono più di 100 i casi simili a quello di Cameron». Certo è che tutti sono ritornati in tempo per vedersi nel documentario in Tv, in prima serata.

qual è o qual'è?

Ultimamente mi capita di leggere sempre più di frequente qual’è. E’ sbagliato. Anche WordPress mi segnala l’errore con una bella riga rossa. Perché si scrive senza apostrofo? E’ molto semplice: si tratta di una troncatura e, come la grammatica italiana insegna, le parole troncate non richiedono apostrofo. La seconda domanda è più difficile: perché è una troncatura e non un’elisione che notoriamente non richiede l’apostrofo? Si ha una troncatura quando la parola che perde l’ultima lettera viene utilizzata davanti ad una consonante senza la lettera finale. ‘Qual buon vento ti porta’ e non ‘Quale buon vento ti porta’ giusto per fare un esempio. Ultimamente il poco utilizzo di ‘qual’ ha fatto crescere la corrente di chi ne considera arcaico l’utilizzo; la grammatica però non conosce la moda, a me piace definirla una scienza ‘quasi’ esatta. Si evolve certo, cambia, si migliora: ma non per vezzo. In conclusione si scrive qual è. Senza apostrofo.
“Che si scriva un uomo e non un’uomo, un enorme peso e invece un’enorme ingiustizia è una distinzione non fondata sulla fonetica ma sulla schematizzazione dei grammatici. Distinzione artificiale è perciò quella fra “troncamento” e “elisione”, ma una volta che questa distinzione si accetti, ne discende come un corollario ineluttabile che si debba scrivere senza apostrofo tal è, qual è…”. (Bruno Migliorini)


Concludo questa lunga e noiosa disquisizione grammaticale citando due poeti, due scrittori che hanno fatto la storia d’Italia.

Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno Canto I
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne ‘l tempo che perder lo face,
che ‘n tutti suoi pensier piange e s’attrista;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove ‘l sol tace.

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo XXV
E non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere? E se non sapete questo, che cosa predicate? di che siete maestro? qual è la buona nuova che annunziate a’ poveri? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza? Certo non vi sarà domandato, un giorno, se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti; che a questo non vi fu dato né missione, né modo. Ma vi sarà ben domandato se avrete adoprati i mezzi ch’erano in vostra mano per far ciò che v’era prescritto, anche quando avessero la temerità di proibirvelo.

Il Fantasma di Vico dei Librai (Genova) + video

Un post dal passato: siamo nel centro storico di Genova, una vecchina si aggira sperduta chiedendo indicazioni su come raggiungere vico Librai, ma nessuno sembra poterla aiutare. I “caruggi” della città sono un groviglio di vie e vicoli stretti ed in più, in questo caso esiste un problema: la via che cerca l’anziana signora non esiste più dalla seconda guerra mondiale; momento in cui è stata bombardata la zona nella quale si trovava.  Si tratta del quartiere di Portoria, danneggiato gravemente dalla guerra per essere,poi ricostruito completamente negli anni 60/70 con un nuovo volto. Ella cerca la sua casa e il vicolo chiedendo ai passanti.

Un  fantasma dunque. Sembra apparire intorno alla fine dell’anno, alcuni dicono ogni cinque anni. Le testimonianze sono più d’una. La prima volta nel 1989, l’ultima nel 1997. Teatro delle apparizioni il centro storico nel quartiere in cui prima sorgeva la via; sembra che sia apparsa lo stesso giorno a più persone: una signora racconta di essersi fermata vicino ad un’anziana signora che sembrava chiedere l’elemosina (forse per gli abiti “fuori moda”), quando invece scopre che voleva solo parlare .La vecchina chiede come raggiungere via dei Librai, mentre la passante si accinge a rispondere,una amica le  domanda perché stesse parlando da sola. La donna dice di essersi voltata e di non aver più visto l’anziana signora, meravigliandosi di non vedere orme sulla neve di quel giorno.

Sembra che proprio dopo quell’incontro, la vecchina si sia rifugiata in un bar per un latte caldo e lì abbia lasciato testimonianze ben più tangibili come un borsellino e delle monete. Le monete sono coniate nel 1940,il borsellino contiene anche un’immagine sacra e una chiave. La cameriera del bar, testimone del fatto, dice di essere corsa dietro alla signora per ridarle i suoi averi e di non essere riuscita più a scorgerla. Insieme alla ragazza anche un’altra lavorante del locale dice di aver visto l’anziana signora.

Altro episodio riguarda un mendicante che ha ricevuto come elemosina una banconota da cento lire coniata nel 1940, da una vecchina poi sparita nel nulla e che corrispondeva perfettamente alle altre descrizioni. Sembra perfino essersi verificato l’incontro con un suo discendente, molto spaventato dall’accaduto e ancora, una ragazza, afferma di averla aiutata a portare le borse della spesa per poi vederla svanire nel nulla.

I testimoni parlano di un accento strano, un vecchio dialetto genovese poco conosciuto oramai,  abiti di foggia sorpassata, un vestito nero e tutti la ricordano confusa e disorientata. Esiste addirittura chi dice di poterle dare un nome: Maria Benedetti, riconoscendola in un’anziana mendicante che scomparve improvvisamente proprio sotto i bombardamenti di quegli anni.

La strana storia pone al centro via dei Librai, una viuzza con tre porte di abitazione dalla quale si accedeva alla piazzetta dei librai. Il suo nome è a testimonianza della vecchia struttura di Genova, quando chiusa fra le mura, per ogni contrada, le diverse arti, praticate all’interno della città, davano il nome al quartiere e alle vie in cui venivano esercitate. Un ricordo di una Genova che non esiste più, ormai.

Si può credere all’esistenza del fantasma, inquieto che cerca disperatamente la sua casa, che vuole solo fare paura. Si può credere che l’immaginario collettivo abbia portato avanti  e modificato di volta in volta, una storia sentita anni prima per ricordare quel brutto periodo che non c’è più.

Frutto di allucinazioni o inesistenti, prodotto della mente, i fantasmi fanno parte della cultura. La storia del fantasma di vico dei  Librai è, anche, un modo di testimoniare gli orrori della seconda guerra mondiale,  per non dimenticare il passato e i suoi accadimenti.

Eccovi ora il video inchiesta di verissimo:

Imminente il restyling di PS3? o PS4?

Non è raro che voci e indiscrezioni si rivelino veraci, o che contengano elementi di verità, ma talvolta il modo in cui vengono proposte le rende, quando non del tutto assurde, assai poco credibili. È il caso di una notizia pubblicata dal sito australiano smarthouse.com.au, secondo la quale Sony avrebbe pianificato il lancio di PlayStation 4 per la fine del 2008.

Alcuni fra i più autorevoli osservatori del mercato videogame, GameSpot.com in testa, hanno bollato l'indiscrezione come una bufala: il parere di molti è che per Sony una tale mossa equivarrebbe ad un clamoroso disastro commerciale e finanziario. Ed è facile immaginarne i motivi: il lancio di una nuova console a soli tre anni di distanza dal debutto di PS3 decreterebbe la prematura morte di quest'ultima, inoltre farebbe adirare non poco i possessori dell'attuale PlayStation, la cui fiducia nel gigante giapponese è già stata messa a dura prova dai molti ostacoli e contrattempi che hanno caratterizzato il cammino di PS3.

Non stupisce che la notizia sia già stata seccamente smentita da diversi portavoce di Sony, che hanno assicurato come la longevità di PS3 sarà pari, se non persino superiore, a quella di PS2.

In realtà, se si legge quanto riportato da Smarthouse senza tenere conto dei riferimenti a PlayStation 4, la storia appare decisamente più credibile. In sintesi, il news magazine australiano afferma di aver appreso da un dipendente di Sony che tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 il colosso lancerà sul mercato una rivisitazione di PS3 in chiave media center. Il nuovo sistema utilizzerà lo stesso chipset di PS3 e differirà da quest'ultima nella disposizione del drive ottico e delle porte di connettività e nell'inclusione di "una completa suite software per la gestione di contenuti in streaming verso il televisore o l'Hi-Fi".

A ben vedere il dispositivo descritto da Smarthouse appare decisamente più come un restyling di PS3 che come una PS4, o al massimo lo si potrebbe considerare una sorta di PS3 3.5. Di sicuro non si tratterà di una console incompatibile con quella attuale, visto che la stessa fonte specifica che utilizzerà lo stesso chipset di PS3. Tutto da capire, poi, se questo ipotetico aggiornamento di PS3 sia pensato come rimpiazzo della console attuale o, piuttosto, come una sorta di edizione "plus", dedicata agli utenti con particolari esigenze.

Lo scorso anno in occasione delle dimissioni dalla carica di CEO di Sony Computer Entertainment, Ken Kutaragi ha dichiarato di avere già in mente alcune delle caratteristiche delle prossime tre generazioni di PlayStation: il noto guru giapponese di videogame ha parlato di sistemi capaci non solo di connettersi alla rete, ma di "fondersi" con essa, trasformando così il network da servizio acessorio a elemento essenziale dell'esperienza di gioco.


Analisi personale sulla PS3? Costosa e SENZA GIOCHI: Bisognava proprio essere degli analisti di
mercato per capire che non avrebbe venduto?

Juve: Lo Zenit si arrende ad un Del Piero da applausi

La Juve conquista i primi tre punti del girone grazie a una punizione del suo capitano. Partita ostica, con i russi più volte pericolosi. Palo di Camoranesi che abbandona nel primo tempo per un infortunio

La Juventus vince. E ringrazia Del Piero. Che firma un successo molto sofferto sullo Zenit San Pietroburgo, nel debutto stagionale dei bianconeri della fase a gironi di Champions. Una gara già cruciale, considerato che nel girone c’è pure il Real Madrid. La Juve non ha scintillato, tutt'altro, ma contro una signora avversaria, che l’ha messa in difficoltà per lunghi tratti di gara, ha comunque dimostrato di saper vincere anche in serata modesta, dote delle grandi squadre. C’è voluto un guizzo. Firmato dall’uomo più carismatico, dal capitano. Questi tre punti sono preziosissimi. Tanto quanto la parata di Buffon sullo 0-0, che ha scongiurato il peggio.

Il primo tempo della Juve è interlocutorio se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, oppure poco convincente, se si preferisce soffermarsi sul bicchiere mezzo vuoto. Il tridente offensivo dei russi costringe gli esterni bassi bianconeri sulla difensiva, togliendo supporto sulle fasce a Camoranesi e Nedved. In mezzo Sissoko e Poulsen (sottotono) garantiscono quantità, e fanno scintille col panzer Tymoschuk, ma non riescono a velocizzare la manovra. E allora Del Piero si ritrova a dover fare un passo indietro per provare ad inventare qualcosa, ma non può essere sia rifinitore che terminale e lanciare se stesso, con Trezeguet stretto nella morsa dei centrali dello Zenit. I russi tra l’altro non stanno per nulla a guardare. Danny si mangia un gol comodo per un talento come lui, a centroarea su sponda di Arshavin. Il destro del fantasista finisce appena a lato. La Juve fa tanta, troppa fatica nei primi 20’, lasciando spesso anche l’iniziativa agli ospiti. Poi ha una fiammata dal 20’. E così costruisce un paio di occasioni, con Del Piero che trova prima la testa di Trezeguet, poi quella di Camoranesi. Palla a lato nel primo caso, la zuccata dell’italo-argentino si spegne sul palo esterno e c’è chi grida al gol. Alla mezz'ora Ranieri perde Camoranesi, acciaccato alla caviglia destra.

All’intervallo è pareggio: 0-0. Il risultato più coerente con l’andamento dei primi 45’.

Si riparte, ma la gara resta bloccata. All’11’ Sirl, che parte in sospetto fuorigioco, si presenta solo davanti a Buffon, strepitoso nell’ipnotizzarlo in uscita bassa. Poi Ranieri toglie Molinaro, fischiato dai tifosi, e inserisce De Ceglie, più propositivo. Ma la partita resta brutta. Tattica. Con poche emozioni. L’occasionissima per la Juve porta la firma di testa, ancora su suggerimento da calcio piazzato di Nedved, di Poulsen. Bravissimo Malafeev.

Ma il gol della Juve arriva comunque. Un paio di minuti dopo. E porta la firma più prestigiosa. Del Piero. Che segna su punizione. 1-0. Ancora lui. Da capitano trascinatore. A premere sul tasto play e riprendere il suo infinito film di Champions, bloccato sul tasto pausa da due stagioni, non per colpa sua. Denisov prova a rovinare la festa, ma il suo diagonale termina a lato. Il popolo bianconero può far festa.

Reduce da due stagioni eccezionali (capocannoniere in serie B e in serie A), Del Piero ha finalmente riabbracciato il palcoscenico che più gli si addice, quello della Champions League: ''Abbiamo pagato l'emozione, però all'interno delle difficoltà della partita abbiamo reagito'', ha aggiunto Alex che a caldo, mentre usciva dal campo, aveva usato parole altrettanto esplicite: ''Ottimo, ottimo: è stata una grande vittoria''.

Raggiante come il capitano è un'altra bandiera bianconera, Gigi Buffon, che, ripensando al recente passato, mostra un entusiamo raramente espresso: "Adesso possiamo dirlo: rimanere in serie B ne è valsa la pena. Queste sono soddisfazioni immense".

Eccola, la vera anima bianconera. Che dopo aver passato le pene dell'inferno vuol godersi il paradiso. Sognando Roma...

Ecco come risolvere l'errore 81000314 e 81000306

In questi giorni ci sono problemi per accedere ad Msn Messenger gli errori 81000314 e 81000306 sono dovuti a malfunzionamenti


L'errore 81000314 di solito si presenta quando c'è un errore con .NET Messenger service. Uno o più servers che sono dediti alla fornitura del servizio potrebbero essere down o avere problemi, come risultato potresti non accedere non e' detto :))

Grazie al tempestivo post di Msn tribe vediamo insieme come risolvere il problema .. ecco la procedura

C:/Windows/System32/drivers/etc , cercare il file “host.msn” e lo rinominarlo in “host.msn.bak”

Ora proviamo ad accedere dinuovo al nostro Windows live messenger e si creerà un nuovo file “hosts.msn“e come per magia Windows live messener si connetterà ... e tornera' tutto come prima

Simulazione disastro Cern: Faremo davvero questa fine?

Il primo fascio di protoni è stato «sparato», quasi alla velocità della luce, e ha completato con successo il primo giro dell’anello lungo 27 chilometri della più grande macchina mai costruita al servizio della fisica.

Come ho scritto nei post precedenti...alcuni scienziati hanno una visione un pò allarmistica riguardo a questo esperimento...

Ecco una simulazione della "teoria allarmistica".



Pauroso no? :)

Dopo lunghe giornate di forti critiche, spesso anche più frutto di allarmismo che ti confronto scientifico, finalmente le prime particelle sono state sparate nel megatubo. La temperatura si avvicina allo zero assoluto e la velocità a quella della luce. Per i più arrugginiti di fisica facciamo un ripassino:

- velocità della luce: 299.792,458 km/s, approssimata spesso a 300mila km/s
- zero assoluto: corrisponde a 0° K  (−273,15 °C; −459,67 °F)

Santa Rita, chirurghi ubriachi

Le rivelazioni di un medico pentito

Visite ai malati affidate a un ingegnere, diagnosi di infarto miocardico a persone sane per aumentare i rimborsi, chirurghi ubriachi che svenivano in sala operatoria, pazienti dimessi senza essere visitati. Sono alcuni dei dettagli emersi dalla deposizione davanti ai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano di Gianluca Merlano, giovane medico ex vicedirettore sanitario della clinica degli orrori, la Santa Rita di Milano.
Il contenuto del verbale del medico, redatto il 18 giugno, è stato svelato dal "Giornale" che ne pubblica ampi stralci. Merlano, 38 anni, arrestato con altre 13 persone della struttura sanitaria, ha deciso di collaborare con gli inquirenti ed è stato scarcerato.


"Nelle 150 pagine del verbale - scrive il "Giornale" - Merlano racconta dall'interno gli affari della Santa Rita: è il crudo ritratto di una realtà dove i profitti venivano prima dei diritti dei malati, e dove pressapochismo e disorganizzazione non impedivano che - grazie alle protezioni giuste - la Santa Rita venisse presentata dalla Asl come un fiore all'occhiello della sanità privata".

Lo scandalo scoppiò il 9 giugno con la raffica di arresti al culmine di un'indagine di due anni, effettuata dalla Guardia di Finanza. E fece emergere la polvere nascosta sotto i tappeti della clinica, diretta dal "Notaio", Francesco Pipitone, azionista unico. Padre-padrone il cui principale obiettivo era: fare più soldi possibile. Così si passava sopra a professionalità (pazienti visitati da ingegneri), condizioni igieniche (infermieri e medici che camminavano sui marciapiede in camice e mascherina), malati (dimessi senza visite con diagnosi completamente inventate), regole burocratiche (lastre distrutte).

Ecco alcune parti della deposizione riportate dal "Giornale".

Il colloquio di assunzione
Merlano racconta il suo colloquio con Pipitone per l’assunzione. "Il Notaio stava facendo una lavata di testa incredibile alla dottoressa Galasso, urlava come un pazzo, tanto che io all'inizio dissi: che vengo a fare qua? Finita questa riunione mi fecero parlare col Notaio che nel frattempo si era ricomposto, fumava la pipa e ti fumava in faccia. A lui non gliene fregava niente delle competenze che avevo. Mi ha detto: se lei viene qui a fare il vicedirettore sanitario deve ricordarsi sempre chi le passa lo stipendio. Era il padre-padrone. A questo punto lo dissi al Notaio che avevo capito bene il messaggio. Poi francamente, nel mio intimo, non aderivo".

Non far perdere soldi alla clinica
"Ricevetti il passaggio delle consegne. La prima, importante: stai attento a non fare perdere soldi alla clinica, cioè, vai a vedere che ogni volta che c'è codificata un angioplastica venga messo lo stent. Cioè: stai attento a non perder dei soldi perché qualcuno si incazza. E qualcuno era il Notaio, ovviamente".

Chirurgo mordi e fuggi
"Il dottor B. venendo da Genova veniva, faceva il suo intervento e spariva. Poi c’erano gli infermieri che impazzivano a chiamarlo. B. addirittura in alcune occasioni manda per fax la lettera di dimissione e non viene neanche a vedere il malato in faccia prima di dimetterlo".
Pm: "Perché non è mai stato mandato via?".
"Perché evidentemente fatturava bene".

Lastre fatte sparire
"Il Notaio nel 2006 aveva emesso una circolare che chiedeva direttamente ai caposala, anche quelli della terapia intensiva, e anche quando il malato era deceduto, di insistere con i parenti per portare via tutte le lastre. Ovviamente tra quei malati c'erano anche degli extracomunitari che poi sono spariti, quindi erano irreperibili, quindi la Asl non avrebbe mai recuperato questa cartella. Io sapevo che le lastre vanno conservate nell’archivio dell ospedale per vent'anni".

Infarti inesistenti
"Un cittadino di Roma si era sentito male a Milano Centrale e lo avevano portato alla Santa Rita. Dopo qualche giorno lo hanno dimesso dicendogli "lei non ha nulla". Lui qualche mese dopo chiese la cartella clinica. Sulla scheda di dimissione c’era scritto: infarto acuto del miocardio. Ne parlai con Anzuini e mi disse che l'indicazione della clinica era: quando gli enzimi sono alterati, siete autorizzati a scrivere 'infarti del miocardio' ".
Pm: "Quanto viene pagato l’infarto dalla Regione?".
"Penso sui 4mila".

Tbc in sala operatoria
Su Pierpaolo Brega Massone, primario di chirurgia toracica, chirurgo di fiducia di Pipitone
Pm: "Lei sa che Brega ha operato senza avvertire l'équipe che ci fosse la Tbc?".
"Lo immagino. Per fortuna nessuno si è beccato la tubercolosi".

Alcol e svenimenti
"Il dottor V. era stato primario prima di Brega, ne ho sempre sentito parlare malissimo. Addirittura mi dissero che V. abusava dell'alcol (...). La dottoressa A. soffriva di disturbi mentali. Mi dissero: ha una grave sindrome depressiva, ogni tanto sviene in sala operatoria".

Ambulatori allo "sbrago"
"Nel poliambulatorio succedeva di tutto, medici che non mettevano più il camice, che insultavano le infermiere. Vedevo medici e infermieri vestiti da sala operatoria attraversare via Vallazze (...) C’era uno sbrago dal punto di vista del personale in quelle che erano le misure igieniche".

Visitati da un ingegnere
"Quando chiesi alla caposala se era vero che il malato veniva affidato a un ingegnere, lei mi disse che questo inegnere era l'unico che aveva studiato il software della macchina. La dottoressa D. mi ha detto che lo sapeva e che autorizzava lei l'ingegnere perché era d'accordo con lei che per qualunque cosa era nella zona del poliambulatorio".

Gli amici alla Asl
Merlano parla di una visita del direttore generale della Asl Città di Milano, Antonio Mobilia, di baci, abbracci e grande confidenza con il Notaio al quale dava del 'tu'. "Mobilia aveva portato Cè, l'assessore, a visitare la Santa Rita come esempio di clinica da sponsorizzare. Il tormentone del notaio con Cè era l'Eas (l’innalzamento di livello del pronto soccorso, ndr). Puntava a ottenere l'Eas".

Violenza ultras - No a celle negli stadi

Maroni boccia le celle negli stadi: "Non sono all'ordine del giorno"

Dopo la seconda giornata di campionato, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, boccia la proposta del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, di costruire celle negli stadi per rinchiudere i tifosi violenti. "L'ho letta sui giornali, ma non è all'ordine del giorno - ha detto il ministro -. Ci sono buone notizie sul fronte del contrasto alla violenza, le decisioni che abbiamo preso funzionano, al di là delle critiche che ci sono state".


Il titolare degli Interni non intende cambiare rotta: "Le decisioni prese rimangono. Mi riferisco a domenica prossima. Continueremo ad intervenire con la prevenzione e con una repressione dura quando avvengono fatti di violenza. Nessun evento sportivo e nessuna partita vale la violenza sulle persone" aggiunge.

Il ministro ribadisce che per quanto riguarda le partite di domenica prossima su cui si è già pronunciato l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive e il Casms "rimarranno le decisioni che sono state prese".


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